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| Il Rione è un istituzione
per Foligno fino dai tempi del comune medievale. Era
dotato di notevole autonomia, tanto da decidere lavori,
fornire milizie, riscuotere tasse e provvedere alla
sanità in casi di epidemie.
Il Rione La Mora è tra i più antichi di
Foligno, territorilmente esteso al centro della città.
Era però abitato da poche famiglie, in quanto
nel suo territorio esistevano vasti orti. Nel 1600 la
Societas Morae vantava 57 fuochi (o famiglie).
Numerosa era la presenza di edifici religiosi: le chiese
di S. Carlo e S. Francesco, gli oratori della Madonna
del Gonfalone, di San Giovanni decollato e della Misericordia,
il Convento di San Carlo.
Nell'età moderna il Rione ha cambiato la sua
collocazione, e non ha più aperture verso l'esterno.
Risulta delimitato a sud da piazza San Domenico, a Nord
da Piazza della Repubblica, ad est da Via Mazzini e
ad Ovest da via Gramsci.
Numerosi erano e sono gli edifici nobiliari presenti
all'interno dei suoi confini; tra tutti ricordiamo Palazzo
Orfini dove l'11 aprile 1472 venne stampata la prima
copia della Divina Commedia.
Vanta inoltre la presenza di importanti palazzi pubblici:
quello del Comune, del capitano del Popolo e del Podestà.
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Sicuramente l'attuale situazione
del Rione non rispecchia, sia in termini economici che
di logistica, la tradizione storica che ha visto il
Rio ne La Mora sempre come uno dei più poveri
e malandati della città. Sintomatico quanto si
dice sul fatto che "vincere nella Mora nel 1979
(n.d.r.: anno del primo palio) significava vincere due
volte". Questo perché il Rione aveva una
situazione economica tutt'altro che rosea. Inoltre la
taverna (all'epoca a Palazzo Barugi) non poteva competere
con altre meglio attrezzate e più ampie. Quindi
trovare i mezzi per raggiungere la vittoria era veramente
arduo. Attualmente invece il Rione è sicuramente
una delle realtà più importanti della
Quintana. Una crescita lenta, cominciata con l'era di
Mario Santini per giungere ai nostri giorni con l'attuale
Consiglio ed una base "forte" di soci e simpatizzanti
che ruotano tutto l'anno attorno alle attività
rionali. A tutt'oggi il Rione dispone di una taverna
di media grandezza, struttura su 5 sale più due
corti all'aperto, con una disposizione delle cucine
che fa invidia a diverse contrade cittadine. La sede,
acquistata dall'Ente Giostra, è in attesa di
ristrutturazione; attualmente viene utilizzata la vecchia
sede soprattutto come locali di sartoria.
Il corteo storico
è stato rinnovato completamente con un programma
di lavoro triennale che ha richiesto forti investimenti
da parte del Rione, ed ora è sicuramente uno
dei più fastosi ed eleganti. La scuderia rionale,
infine, ha trovato un collocazione fissa e soddisfacente
ed impegna un numero sempre crescente di consiglieri
e soci del Rione. Ci sono tutti gli ingredienti,
insomma, per cogliere i risultati una volta nemmeno
sperati. Dal 2005 la Curia ha messo a
disposizione del Rione il restaurato Oratorio della
Misericordia, piccolo scrigno seicentesco adiacente al
Rione, importante esempio di arte barocca. Dal 2006,
inoltre, il Rione č diventato socio dell'Associazione
culturale Teatro San Carlo (l'unico teatro storico
ancora presente nella cittā), che il Rione ha
prontamente utilizzato per le rappresentazioni teatrali
della Compagnia del Gelso. |
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Lo stemma consiste in un albero
di gelso (a Foligno comunemente detto mora) in campo
verde.
L'albero rappresenta il collegamento tra la vita terrena
(le radici) e quella divina (i rami protesi verso il
cielo). Nello specifico l'albero del gelso indica forza
e prudenza.
Il verde è il simbolo di cortesia ed onore; è
inoltre uno dei colori più antichi e nobili,
risalente ai colori delle quattro squadre che si fronteggiavano
nelle corse delle bighe ai tempi dell'impero romano.
La commissione storica del rione ha coniato il motto
"fortis arbor frutcus generosus" (da un forte
albero un frutto generoso) per raccordare il significato
dello stemma allo pseduonimo del cavaliere, il Generoso,
e per ricordare lo spirito di cortesia e di generosità
che è nel DNA dei nostri contradaioli.
Lo studio dell'araldica ci riporta le seguenti spiegazioni
in merito allo stemma del Rione.
Verde: il verde è il Simbolo della vegetazione,
e pertanto della fecondità e generosità
della terra, i frutti della vita e della natura. È
anche tradizionalmente il colore della speranza e della
rigenerazione oltre che del denaro, della fortuna e
della fertilità.
Albero: Concordia.
Gelso: Prudenza. Se su campo d'argento: pensieri prudenti
e virtuosi.
Radice: Antica nobiltà. |
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| Musiche e parole di Massimo Liberatori
Il Consiglio del Rione La Mora nell'anno
2000 ha commissionato al cantautore Massimo Liberatori
l'inno rionale. E' stato eseguito per la prima volta
in Piazza Matteotti.
Massimo ha riportato nelle parole dell'inno i temi cari
al rione: la forza e la generosità, che riprendono
il motto rionale "fortis arbor fructus generosus",
il colore verde dello stemma. La melodia utilizzata
di vago sapore folk è di facile memorizzazione
e orecchiabile:
"Io sono La Mora con possenti fronde
son l'albero che protegge, nutre e che nasconde
io sono La Mora forte e prudente
son la madre del gelso generoso e ardente
Coro: noi siam della Mora i prelibati
frutti
dolcissimi e forti facciam gola a tutti
noi siam di Foligno il frutto più bello
nessuno ci resiste levatevi il cappello
Io sono La Mora forte e prudente
son la madre del gelso generoso e ardente
Io sono La Mora possente e verde
chi al mio cospetto si misura: perde!"
L'autore, Massimo Liberatori, (www.liberatori.it)aziale
d'origine e umbro d'adozione, vive a Spello, a pochi
Km. da Foligno. Ha un suo gruppo, la Banda Liberatori,
che esegue repertorio folk. Nei suoi concerti esegue
soprattutto musiche di sua composizione o della tradizione
popolare umbra e del centro italia in genere.
Sopratutto in estate è possibile incontrarlo
in qualche piazza per un concerto.
Di norma lo ritroviamo nel programma degli intrattenimenti
che il Rione organizza nel periodo di apertura della
taverna. |
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E' l'organo decisionale ed esecutivo
del Rione. Dal 2002 viene eletto con cadenza quadriennale
da tutti i soci iscritti all'albo rionale. E' composto
da 15 persone. Immediatamente dopo le elezioni il consigliere
più votato indìce la prima riunione fra
gli eletti alla carica di consiglieri, nel corso della
quale vengono conferite le cariche istituzionali all'interno
del Rione (Priore, vice Priore, Economo, Segretario).
I più recenti Consigli rionali hanno deliberato
di conferire, a consiglieri o anche soci, i ruoli di
responsabile nei singoli settori nei quali si articola
la attività rionale. A seguito delle ultime
elezioni del 2006 il Consiglio
del Rione La Mora risulta così composto:
Ballanti Massimo (Vice Priore e Resposabile settore scuderia)
Barili Decio (Priore)
Burini Chiara
Donati Michelangelo
Falasca Stefano (Responsabile settore taverna)
Galli Eleonora
Giappichelli Fabio
Innocenzi Stefano
Maiuli Elia
Maiuli Raul
Marini Carlo
Montanari Massimo
Moretti Mirko
Preziosi Pier Paolo (Responsabile Settore
Artistico)
Vitali Riccardo |
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